Carlo Antonio Calamari

  • Chirurgia vascolare

Curare le malattie delle vene

Le varici degli arti inferiori

Si chiamano VARICI le vene dilatate, tortuose e allungate che si formano pian piano negli arti inferiori.

Le varici possono essere PRIMITIVE o ESSENZIALI se insorgono senza una causa apparente mentre si dicono SECONDARIE le varici da Sindrome Post-trombotica (SPT) oppure da malformazioni venose durante la crescita fetale e che si manifestano già alla nascita.

L'interesse maggiore riguarda la malattia varicosa soprattutto per la sua frequenza. Compare di solito intorno alla trentina  preceduta da un corteo di sintomi ( senso di pesantezza, gambe gonfie e doloranti, prurito,crampi,capillari,colorito bruno delle caviglie) che man mano vanno aumentando. Solo la profilassi, da instaurare ai primi sintomi o le cure adeguate a malattia conclamata, possono dare risultati.

Le teleangectasie o capillari

Si tratta di piccoli vasi di varia struttura e colore che compaiono sulla pelle delle gambe Posso essere ramificati, ad albero, a corona e con tante altre varietà.Il numero varia da poche decine fino a ricoprire tutto l'arto. Il colore può essere blu o rosso rubino, 

Le teleangectasie prediligono il lato esterno della coscia  e la faccia interna del ginocchio. A volte sono fini e reticolari, altre volte grossolane e sporgenti. Sono per lo più dovute a ipertensione locale  da vene che hanno un aumento della loro pressione interna e che scaricano verso la superficie dando origine a capillari. 

LE TROMBOSI VENOSE: possono essere SUPERFICIALI o PROFONDE a seconda del circolo interessato.

Le trombosi venose superficiali (TVS) di solito interessano la Vena Grande Safena (VGS), meno frequentemente è colpita  la Vena Piccola Safena (VPS), comunque può essere interessato qualunque segmento venoso dell'arto.
I sintomi compaiono improvvisamente e consistono in dolore locale con una o più zone arrossate gonfie e dolenti. Sono di solito ad evoluzione benigna ma necessitano di terapie a base di anti-infiammatori ed eparina, compressione elastica e deambulazione.

Le Trombosi Venose Profonde (TVP) sono potenzialmente più pericolose perché in alcuni casi i trombi,cioè il sangue coagulato che si forma nell'interno della vena,possono emigrare staccandosi dalla parete venosa e raggiungere il polmone dando la grave e a volte mortale TOMBOEMBOLIA POLMONARE (TEP).
Di solito una TVP si ha in seguito a prolungato riposo a letto  oppure dopo interventi chirurgici 

Con l'ecocolordoppler è possibile individuare un'ostruzione venosa, un'incompetenza valvolare e si può differenziare la Malattia Varicosa dalla sindrome post-trombotica. L'esame è indispensabile durante la visita flebologica in modo da studiare tutto l'albero venoso nella sua fisiologia in "vivo".

Fondamentale è poi questa diagnostica nelle Trombosi Venose Profonde dato che si può 'vedere' il trombo, le sue caratteristiche e la tipologia. Cioè se aderisce alla parete, se è recente o di vecchia data e tante altre informazioni.

                                                                              
La SCLEROTERAPIA può essere usata come completamento della chirurgia  oppure come mezzo di cura primaria. Infatti dopo la chirurgia la cura viene completata sclerosando i rami residui e tutti quelli che si svilupperanno in futuro per la nota tendenza individuale di "fare varici".
Per i capillari  la sclerosi si è ancora rivelata il gold standard come mezzo idoneo e unico per il loro trattamento. Infatti tentativi con laser si sono dimostrati inefficaci se non, a volte,disastrosi sul piano estetico.
In mani esperte la scleroterapia non provoca alcun danno o problema: può e deve essere ripetuta a cicli, non influenza un eventuale intervento futuro e provoca una vera e propria cicatrizzazione dei capillari o delle vene. 

LA SCLEROSI ECO GUIDATA (ECOSCLEROSI) CON SCHIUMA (SCLERO MOUSSE)

Nella terapia delle vene varicose degli arti inferiori, oltre alla chirurgia  e al laser endovascolare, la scleroterapia eco guidata con schiuma (iniezione di farmaci ad azione sclerosante sotto guida ecografia) rappresenta una valida alternativa.  L’agente sclerosante, iniettato in forma schiumosa, ha il grande vantaggio di essere visualizzato ecograficamente, in questo modo se ne può controllare la diffusione.  La schiuma formata da una miscela di aria e farmaco sclerosante permette di poter usare minori quantità di farmaci rispetto alla tradizionale tecnica di scleroterapia con liquidi  e garantisce un maggior tempo di contatto tra il farmaco e la parete venosa. Per tali motivi la metodica basata sull'uso della schiuma sclerosante risulta più efficace della scleroterapia tradizionale liquida.

Quanto è efficace il trattamento?

L'evidenza attuale sulla  scleroterapia ecoguidata da ultrasuoni per le vene varicose suggerisce che è efficace nel breve e medio termine.  Studi recenti hanno dimostrato che  il trattamento può avere un esito positivo tra il  67-94 % dei pazienti da 3 mesi a 10 anni di follow-up.   Studi internazionali non hanno mostrato alcuna differenza significativa tra scleroterapia con schiuma e chirurgia.  L'Istituto Nazionale per la Salute e l'Eccellenza Clinica (NICE) pubblica il suo più recente orientamento nell’agosto 2009

Le principali indicazioni alla scleroterapia con schiuma ( SCLEROMOUSSE) sono le seguenti:

  •      •  Varici recidive: dopo safenectomia , con reflussi inguinali , specialmente nei casi di ‘cavernomi’, in cui la chirurgia risulta spesso rischiosa per rischio emorragico
  •      •  Varici Safeniche : risulta molto efficace quando la grande safena non supera 1.2 cm di diametro, anche se molti Autori utilizzano la schiuma anche per diametri superiori.  Trattamento di prima scelta per le piccole safene (safene esterne).
  •      •  Varici con controindicazione alla terapia chirurgica o per rifiuto della stessa da parte dei pazienti

La tecnica avviene con una o più iniezioni sotto guida ecografica.  E' eseguibile in ambulatorio e non necessita di alcuna forma di anestesia o ricovero.  E’ ripetibile a distanza di tempo se necessario ed è una tecnica ben tollerata 

Subito dopo l’iniezione  si fa indossare  una calza elastica, normalmente di seconda classe di compressione, che va mantenuta per qualche giorno. Il paziente viene invitato a riprendere immediatamente la deambulazione e le normali attività quotidiane e lavorative. Nel corso delle settimane successive la vena trattata va incontro dapprima a chiusura con processo infiammatorio e poi alla trasformazione in un condotto rigido e chiuso (sclerosi), che nel tempo viene ‘riassorbito’ dall’organismo.

 Il paziente va ricontrollato con un ecodoppler e, se necessario, la ecosclerosi va completata o ripetuta. Nella maggior parte dei casi però una sola seduta è sufficiente.

Le controindicazioni sono simili a quelle della scleroterapia tradizionale (accertata allergia ai farmaci utilizzati, severa insufficienza epatica o renale, immobilità del paziente…) e con la scleroterapia tradizionale ne condivide rischi ed effetti collaterali (possibilità, rare, di trombosi o tromboembolie, flebiti, iniezioni accidentali in sedi diverse, allergie, pigmentazioni, infezioni, disturbi visivi transitori). Tali complicazioni sono presenti anche in chirurgia flebologica. Altra controindicazione importante all’uso della schiuma è rappresentata da difetti cardiaci (PFO, shunt destro-sinistro), che potrebbero far deviare parte del farmaco verso altre sedi non volute.

La ecosclerosi presenta indicazioni simili al laser endovascolare, ma con costi nettamente ridotti e senza la necessità di alcuna pratica anestesiologica.

 È necessario che il paziente s’impegni a:
• CAMMINARE PER 30 MINUTI SUBITO DOPO LA SEDUTA.
• MANTENERE IL BENDAGGIO secondo quanto prescritto
• EVITARE LUNGHI PERIODI DI IMMOBILITÀ (nel caso in cui, per influenza, artrosi, o altro, si sia costretti a stare a letto, avvisare subito il medico)

E’ PERTANTO PRESCRITTA PIENA ATTIVITÀ MOTORIA DURANTE L’INTERA TERAPIA.
Durante tutto il ciclo di sedute sarà utile incrementare l’ attività motoria (almeno 1 ora di passeggiate al giorno) ed evitare lunghi periodi di immobilità (evitare ad es. lunghi viaggi in aereo).
È COSTANTEMENTE ASSICURATO UN RECAPITO TELEFONICO.

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